Tra i cassetti dell’inconscio

Preparati ad affrontare un viaggio in un mondo parallelo, tra i cassetti dell’inconscio. Nell’articolo di oggi troverai la chiave per accedere a una dimensione dove le leggi della logica e della realtà convenzionale verranno infrante, sfidate e sovvertite. Ti accoglieranno possibilità illimitate di interpretazione che ti porteranno a esplorare i recessi più profondi della tua mente. Preparati al Surrealismo.

Libertà dalle catene della ragione

Il surrealismo è una delle avanguardie del Novecento, si presenta come un vero e proprio progetto di liberazione. L’obiettivo è rendere l’uomo libero dalla prospettiva razionale e positivista borghese, sia da un punto di vista creativo che sociale. A giustificare quest’aspirazione è anche il periodo che accoglie la nascita di questo movimento. Si sviluppa, infatti, tra le due guerre mondiali e si oppone al razionalismo, perchè considerato causa della distruzione. Sono diverse le influenze culturali e intellettuali di cui risente, ricordiamo il dadaismo, il cubismo e la teoria psicoanalitica di Sigmund Freud.

https://it.wikipedia.org/wiki/Surrealismo

Traduttori di inconscio su tela

Tra le formulazioni freudiane, quella che riveste maggiore importanza, in termini surrealistici, è la teoria dell’inconscio. I surrealisti trovano affascinante l’idea che esistano desideri repressi, sogni, simboli e pensieri nei meandri più nascosti della mente umana. Trovano ancora più affascinante l’idea che l’arte possa fornire loro la chiave per accedervi. I surrealisti si propongono, infatti, di portare alla luce ciò che si trova al buio dell’inconscio. Creano mondi visivi che vanno oltre il razionale, diventando dei traduttori di inconscio su tela. È questo che giustifica la frequente presenza di immagini oniriche, simboli e combinazioni inaspettate di oggetti. Facendo un paragone con il movimento artistico del Romanticismo, potremmo dire che l’inconscio è per i surrealisti quello che la natura sublime era per i romantici.

Voglio raccontarti ancora un po’ di quest’avanguardia, per creare il giusto mood e poter accogliere per bene l’opera che segue, Tela spiego più avanti.

Trasgressione onirica

Il surrealismo emerge negli anni ’20, non solo come movimento artistico, ma anche letterario. Si propone di offrire l’accesso a un mondo più profondo e autentico. Fa strada la convinzione che il pensiero razionale e la logica tradizionale fossero limitanti e che l’inconscio potesse offrire l’accesso a un mondo più profondo e autentico. Tra gli artisti e i poeti che si pongono a capo di questo movimento ricordiamo: André Breton, Salvador Dalì, Max Ernst, René Magritte e Joan Miró. Il primo, in particolare, ha svolto un ruolo fondamentale a tal punto che viene considerato il suo fondatore e principale teorico.

https://www.artwort.com/2018/01/29/arte/surrealismo-sogno-arte/

È Breton stesso che scrive il “Manifesto del surrealismo“, nel 1924, stabilendo i principi fondamentali e gli obiettivi del movimento. Delinea l’importanza dell’irrazionale, dell’inconscio e dell’automatismo psichico come fonti di ispirazione per l’arte. Sostiene la libertà di esplorazione dell’immaginazione, incoraggiando gli artisti a cercare un nuovo modo di percepire e rappresentare il mondo. Nel complesso la sua attività, che non si esaurisce nella redazione del manifesto, ha contribuito a dare una direzione e una coerenza al movimento.

Uno dei principali esponenti del surrealismo è Salvador Dalì. Spoiler: si tratta anche dell’autore di cui ti parlerò in questo articolo. Come ti avevo già anticipato, sono frequenti le rappresentazioni di mondi onirici nelle tele dei surrealisti. Dalì è colui che, per antonomasia, lo conferma. Nel crearle l’artista ha sfruttato principalmente la tecnica del realismo dettagliato. Presenta ai fruitori delle sue opere delle realtà che alludono a delle verità oggettive, quasi testimonianza della realtà, anche se sono quanto di più lontano possa esservi dalla stessa.

Tra le onde dell’inconscio: flusso di coscienza

Per riuscire a cogliere la bellezza dell’irrazionale, i surrealisti si avvalgono del flusso di coscienza. Si tratta di un concetto letterario e psicologico, una tecnica esplorativa, utile a rivelare e rappresentare l’inconscio e il mondo interiore dell’artista. Nella pittura surrealista, il flusso di coscienza si traduce nel disegno automatico. Prevede un movimento della mano e della penna dell’artista, libero da un controllo cosciente. Il risultato sono delle immagini spontanee e spesso incongruenti con la realtà, poiché emergenti direttamente dall’inconscio dell’autore. Era considerata la strada più immediata per l’espressione autentica delle emozioni e delle visioni interiori, e raggiungere i livelli più profondi di creatività senza non incontrare i freni del pensiero convergente.

https://www.jamesmagazine.it/art/magritte-duchamp-1929-grande-surrealismo-dal-centre-pompidou/

Dal mondo onirico alla tridimensionalità

Le espressioni artistiche di cui ti ho parlato per ora, fanno implicitamente riferimento a un tipo di arte figurativa, che spesso trova compimento su tela. A dire il vero, però, tutto ciò vale anche per tutte quelle opere che rientrano sotto l’espressione di arte materica e alle quali i surrealisti hanno dedicato molta della loro attenzione. Lo stesso Dalì, è stato un artista poliedrico ed eclettico che sarebbe sbagliato associare solo al mondo della pittura. È stato ampiamente riconosciuto anche come: scrittore, illustratore, regista, designer di gioielli e scultore. A proposito della scultura, l’artista ne è sempre stato affascinato, offrendo lui la possibilità di tradurre in tridimensionalità il suo genio creativo.

Tra i cassetti dell’inconscio: la Venere di Milo

Una delle opere che celebra l’appartenenza di Dalì al surrealismo è la Venere di Milo con cassetti. Risulta esplicito il richiamo alla cultura greca classica. La scultura si presenta come un calco della Venere, nonostante l’artista non mostrò mai un particolare interesse per la cultura classica greca-romana. Si tratta, infatti, dell’unica opera che rende esplicito il richiamo a questo mondo. In realtà, costituisce solo un pretesto per rappresentare la donna occidentale; infatti, la scelta del soggetto è dettata esclusivamente dalla sua affermata notorietà presso la massa.

Come saprai, la scultura di Venere tradizionalmente esaurisce in sé l’ideale di bellezza e i canoni estetici del tempo, presentandosi anche come un simbolo di desiderio e amore. Alla luce di quanto detto prima, in riferimento alle principali caratteristiche del surrealismo, non ti stupiresti se ti dicessi che Dalì svuota del significato originale questa scultura. La manipolazione del corpo umano è uno dei temi ricorrenti nell’iconografia di Dalì: arti allungati a dismisura, talvolta mutilati o sezionati come materiale privo di vita e identità, scordandosi le morbidezze della sensualità e della passione, ma mantenendo delle allusioni più o meno esplicite a un erotismo di pura fisicità.

Tornando all’analisi dell’opera, possiamo rintracciarne il significato più profondo oltre questa citazione rilasciata dall’artista stesso:

“L’unica differenza tra la Grecia immortale e l’epoca contemporanea è costituita da Sigmund Freud, il quale ha scoperto che il corpo umano, puramente neoplatonico all’epoca dei Greci, è oggi pieno di cassetti segreti che soltanto lo psicanalista è in grado di aprire”

Risulta evidente come i cassetti non sono altro che allegoria dei meandri del corpo umano che accolgono e tengono nascosti i sogni e i desideri più profondi, e la chiave per poterli aprire la fornisce la psicoanalisi con le conoscenze sulla dimensione dell’inconscio.

In questo caso un’icona di bellezza come la Venere di Milo viene trasformata in un oggetto-mobilio, mero contenitore di idee, pensieri, sogni, paure. La psicoanalisi, in questo caso, ci porta alla concezione del corpo come simbolo della condizione umana, con la funzione di raccogliere emozioni e tenere nascosti i sottolivelli di consapevolezza. È così che la venere di Milo diviene esperienza tattile di dimensioni oniriche.

Se sei tra i più attenti, avrai sicuramente notato i pomelli dei cassetti ricoperti di pelliccia. Ti sei chiesto perché? La scelta di Dalì non è lasciata al caso, i pomelli in morbida pelliccia si oppongono alla rigidità del gesso che compone l’opera e invitano il fruitore dell’opera a farne esperienza tattile. L’obiettivo è esaltare la sessualità repressa dalla cultura cristiana. Grazie a questo invito il visitatore ha la possibilità di stabilire un contatto erotico diretto con la Venere, immergendosi in un mondo di simbolismo e fantasia.

Demoni: tra sogno e realtà

Concludendo, voglio salutarti condividendo con te un’interpretazione personale. Mi piace l’idea di poter paragonare gli artisti del surrealismo a dei demoni. Alla stregua di questi, spiriti che si interpongono fra il mondo del divino e quello dell’esperienza sensibile; i surrealisti si interpongono fra il mondo onirico e quello reale. La loro posizione intermedia tra il sogno e la realtà, suggerisce la loro capacità di esplorare il regno dell’irrazionale, dell’inconscio e dell’immaginazione. Come demoni, i surrealisti sfidano le convenzioni e cercano di portare alla luce un universo al di là delle apparenze, che risiede nel profondo dell’essere umano. Viene da sé l’invito che voglio rivolgerti: esplorare, liberare e dare voce al potere dell’immaginazione, dell’inconscio e della fantasia, così da poter esplorare nuovi modi di pensare e vedere il mondo rompendo con le convenzioni e le restrizioni della razionalità tradizionale.

Ancora una volta, spero che il tempo che hai dedicato alla lettura di questo articolo possa averti regalato un piacevole viaggio dentro l’arte e oltre la cornice. Ti ricordo che il nostro viaggio non è volto al termine e ti aspetto al prossimo appuntamento per un nuovo articolo ricco di curiosità.

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