Finestre sui volti dei ritratti di Modigliani

La seconda tappa del nostro viaggio ci porta tra le tele del periodo espressionista.  È il caso di Amedeo Modigliani (1884-1920), pittore e scultore livornese, appartenente alla cosiddetta École de Paris

Rifugio di passione nel linguaggio espressionista 

Modigliani rappresenta il tipico pittore maledetto: malato, drogato e alcolizzato, in lui convivevano due spinte distinte. Da un lato la ricerca di un estetismo raffinato, dall’altro l’indagine della verità umana. Il mondo che prende vita sulle sue tele vede come protagonisti operai, intellettuali, ragazze, domestiche, bambini; il filo rosso che tiene uniti tutti i suoi lavori è un linguaggio espressionista, simbolo della sua passione interiore. 

https://www.finestresullarte.info/mostre/mostra-modigliani-genova

Ritratti come patrimonio delle relazioni 

L’artista riconosce nella forma espressiva del ritratto, la possibilità di intrecciare uno scambio relazionale con gli altri, è così che questo diviene il principale veicolo d’espressione della sua creatività. Egli elabora una concezione originale di questa forma artistica che risulta incomprensibile dai suoi contemporanei. 

Ad oggi, va riconosciuto all’artista il suo talento introspettivo. Le sue tele si configurano come lo strumento per portare a galla gli aspetti più intimi della persona, cui ogni tratto diviene uno specchiointeriore. I volti dei soggetti appaiono semplificati e ridotti a poche linee sommarie, l’uso di colori intensi, pose composte e inquadrature ravvicinate sono le caratteristiche principali dello stile di questo pittore, reso inconfondibile dai lineamenti allungati dei suoi modelli. 

https://lasottilelineadombra.com/2019/01/30/quadro-della-settimana-61/

A proposito di specchio, hai notato il tratto comune delle tele riportate, rispettivamente: Ritratto femminile e Donna dagli occhi azzurri? Probabilmente un senso di inquietudine ti ha sfiorato la pelle, non preoccuparti, anche questa volta tela spiego portandoti oltre la cornice

Osservando la maggior parte dei ritratti di Modigliani, non si può non notare gli occhi vuoti dei suoi soggetti. Ma come mai? Non sapeva disegnarli per caso? Direi proprio che non è questa la spiegazione. Infatti, si tratta di una scelta stilistica della poetica artistica del pittore, dietro la quale si cela una profonda riflessione. 

Finestre sui volti proiettate verso l’anima

L’artista concepiva gli occhi alla stregua di finestre che affacciavano sull’interiorità degli individui. Conosci il detto “gli occhi sono lo specchio dell’anima“? Possiamo definirlo come la chiave di lettura dei suoi ritratti, la scelta del pittore di rappresentare occhi bui, vitrei e spesso privi di pupille nasce, quindi, dalla consapevolezza che non si può dipingere ciò che non si conosce. 

“Dipingerò i tuoi occhi, soltanto quando avrò conosciuto la tua Anima.”

Magari ti starai domandando se rappresentò mai le pupille di qualcuno? Un’eccezione ci fu in effetti. Si tratta di Jeanne Hébuterne, donna amata di Modigliani. 

https://www.analisidellopera.it/jeune-fille-rousse-jeanne-hebuterne-modigliani/

Potremmo definire il loro come un amore specchio dell’epoca ricca di creatività e di anime tormentate che stavano vivendo. La famiglia di Jeanne, di rigido stampo cattolico e patriarcale, non accettò mai questa relazione, arrivò a ripudiarla, lasciandola sola ad affrontare le avversità di una vita dalle sfumature tragiche. Divenne musa per Modigliani che riservava a lei l’intera scena delle sue tele in cui appariva avvolta dal silenzio metafisico delle sue realtà distorte. 

Condividere povertà, scontri e difficoltà legate alle condizioni di salute precaria di Modigliani, portarono il pittore a riconoscere di aver davvero conosciuto la donna che da diverso tempo a quella parte stava occupando lo spazio delle sue opere. Le finestre del suo volto erano finalmente aperte e affacciavano sull’anima della donna, ormai nuda di filtri

Davanti a questa consapevolezza, le pennellate dell’artista tentarono di affidare concretezza all’anima dell’amata, gli occhi vuoti e vitrei che avevano caratterizzato le opere passate, lasciano ora spazio alla definitezza degli occhi della donna. 

Il racconto di un amore bohémien che spero possa averti portato oltre la cornice per indagare la vera essenza dei ritratti Modigliani. Ti ricordo che il nostro viaggio dentro l’arte non si ferma qui, ti aspetto al prossimo appuntamento per un’altra storia ricca di curiosità.

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